Carissime/i eccoci all’appuntamento dei campioncini. Questa volta, sotto il mio attento giudizio, è finito uno dei più famosi brand italiani di cosmetica naturale: L’ERBOLARIO, di cui ho testato alcune creme per il corpo ed alcuni bagnoschiuma (utilizzati come docciaschiuma).
L’ERBOLARIO è un brand di Lodi che non mi è mai piaciuto per la sua qualità formulativa a parer mio di basso-medio livello e non compatibile con le esigenze della mia cute, tantomeno mi piace oggi dopo aver acquisito una conoscenza cosmetica nettamente superiore a quella passata. Ammetto che la mia opinione sulla qualità formulativa de L’ERBOLARIO si basa esclusivamente sull’uso dei campioncini, dato che mai ho avuto la tentazione di acquistare un solo prodotto full-size, ad eccezione fatta del Nutrilabbra Vellutante Ai Quattro Burri, acquistato parecchi anni fa per curiosità ed una sola volta a causa del suo alto costo. Proprio l’alto costo non congruo alla qualità dei prodotti, è per me uno dei fattori limitanti all’acquisto, oltre alla poca soddisfazione provata tra creme insufficientemente idratanti e nutrienti o di difficoltoso utilizzo, detergenti un pò troppo seccanti ecc.

A prescidere dalla soddisfazione d’uso e dai risultati raggiunti o meno, le vere motivazioni che a tutt’oggi non mi fanno accettare i cosmetici L’ERBOLARIO sono legate alla loro formulazione che, in riferimento alla produzione generale, contiene:

  • profumo/parfum in quantità esagerata. Nella lista degli ingredienti, in particolare nelle creme per il corpo e tanto più in quelle denominate “Creme Profumate”, così come nei detergenti, questa componente si trova sempre tra i primissimi posti. Come vi ho spiegato in un precedente articolo in cui vi racconto i miei criteri di orientamento e scelta verso i prodotti cosmetici naturali e bio (lo trovate QUI), il profumo è proprio uno di quelle componenti che cerco di evitare il più possibile, non solo per l’assenza di chiarezza ed informazione data dalla generica dicitura “parfum” che, non specificando se questo è stato ricavato da sostanze naturali e quali oppure per sintesi, non mi consente di sapere se sono contenuti al suo interno ingredienti verso cui ho una particolare sensibilità o antipatia, ma soprattutto cerco di evitarlo per la presenza suoi allergeni, i quali rientrano tra le 26 sostanze scientificamente dichiarate come certamente allergizzanti dal Comitato Scientifico sulla Sicurezza dei Consumatori della Commissione Europea (SCCS). Avendo io una pelle sensibile e reattiva devo cercare di evitare queste sostanze quando la scelta me lo consente.
  • oli vegetali anonimi: L’ERBOLARIO tra i tanti belli e sani ingredienti impiegati nelle formulazioni dei suoi prodotti, ci mette in mezzo molto volentieri anche i generici “oli vegetali/vegetable oil/olus oil” di cui non si conosce la natura, ma quasi sempre si tratta di oli scadenti e ad alto impatto ambientale come quelli di palma, mais, soia e colza, magari anche idrogenati. Io presumo che se un’azienda nonostante i valori sponsorizzati non ha la cura di specificare tale nomenclatura, è perchè consapevole della bassa qualità da essa celata. Fortunatamente per noi consumatori, se fino a pochissimo tempo fa la legge prevedeva di indicare sull’etichetta dei prodotti solo la scritta “oli vegetali” senza specificarne il tipo usato, dal 14 dicembre 2014 con l’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo, sarà obbligatorio specificare il tipo di olio e di grasso utilizzati. Questa fondamentale regola, seppur tardiva, eliminerà il mistero della natura degli oli vegetali, facendo emergere una verità fino ad ora legalmente nascosta.

I campioncini recensiti in questo articolo sono stati omaggiati a mia madre durante un suo acquisto in una parafarmacia. Nonostante rispecchino quei prodotti che mai acquisterei, il mio spirito green mi ha obbligata ad utilizzarli perchè lo spreco non è consentito, ma considerando i risultati ottenuti, ho invitato mia madre a rifiutarli la prossima volta, in modo da lasciarli a chi saprà apprezzarli meglio di me, avendo avuto per l’ennesima volta la conferma che io e L’ERBOLARIO siamo incompatibili.

l'erbolario campionciniPer ambedue le categorie vi farò una recensione unica, avendo ottenuto praticamente gli stessi effetti. L’unica differenza è la singola profumazione del prodotto.

Le creme per il corpo hanno tutte una consistenza abbastanza fluida, facilmente spalmabile e velocemente assorbibile dalla pelle, pur creando una leggera scia bianca durante il massaggio. La texture al tatto si avverte “glicerinica”, come dico io, ovvero si avverte molto la glicerina contenuta poiché tale sostanza in tutte le versioni si trova tra i primissimi ingredienti e, personalmente, non mi piace in quanto avvolge la pelle di una patina che io avverto in modo occludente. Sulla mia pelle del corpo che definirei normale e con le zone delle gambe e braccia solo leggermente secche, tutte queste creme, chi più chi meno, hanno dimostrato di avere un basso potere idratante, nutriente ed ammorbidente. Posso affermare che su di me metterle o non metterle è all’incirca la stessa cosa. Tra l’altro, nonostante le poetiche ed invitanti descrizioni, neanche l’aspetto estetico è stato migliorato. Ora, è vero che usando prodotti naturali da anni, la mia pelle è gia di suo luminosa e vellutata, però le creme con formulazioni di media-alta qualità, hanno sempre contribuito ad intensificare i pregi in mio possesso. Con le creme L’ERBOLARIO testate (ma in generale con tutte avendole provate altre in passato) questa intensificazione non avviene, come non avvengono quelle performance di base che le creme devono avere, ovvero idratare e nutrire. Perciò, per tutte le tipologie di pelli, soprattutto quelle secche e molte secche, sicuramente secondo la mia esperienza, questo brand è da lasciar perdere. Insoddisfazione non solo nella resa, ma anche in quello che dovrebbe essere il cavallo di battaglia de L’ERBOLARIO, la profumazione. Ebbene, le profumazioni di tutte le creme hanno una durata davvero poco durevole, al massimo una ventina minuti, anche in quelle definite specificamente “crema profumata per il corpo”, per le quali ci si aspetterebbero ore e ore di aromi voleggianti attorno alla persona. Nell’aria il profumo rimane un pò di più. Ciò, nonostante che il misterioso Parfum (Fragrance) spicchi in pole position nell’INCI. Per me queste creme sono tristemente quanto semplicemente inutili. Vi lascio una nota informativa sulle profumazioni: arancio amaro per ACCORDO ARANCIO; forte e maschile, simile ad una colonia, per HEDERA; talcata, una versione più leggera di quella all’Iris, per ACCORDO VIOLA; erbacea, per me molto fastidiosa e sgradevole, per OMBRA DI TIGLIO; frutti di bosco con una spiccata nota di mora per ACQUA DI MORE; maschile con sottotono agrumato per CAMELIA.

I bagnoschiuma li ho utilizzati come docciaschiuma dato che io mi faccio solo la doccia, ed era meglio che li impiegavo per pulire gli accessori da trucco. Tralasciando le profumazioni deliziose ed affascinanti, descritte in etichetta come solo un Maestro della poesia sa fare (complimenti ai creativi), questi bagnoschiuma si sono rivelati eccessivamente aggressivi e non compatibili con la mia pelle, seccandola così tanto da lasciarla con quelle odiose ed antiestetiche pellicine bianche ad effetto farinoso, con in più il conseguente effetto tiraggio altrettanto spiacevole. Ma non solo, la schiuma entrando distrattamente in contatto con la pelle del viso, mi ha creato un fastidioso senso di prurito e bruciore della durata di diversi minuti, segno di un’aggressività formulativa non accettabile dalla mia sensibile e reattiva pelle del viso. Tra l’altro, come nelle creme per il corpo, anche nei bagnoschiuma la componente Parfum (Fragrance) è tra i primissimi posti nell’INCI, una componente nella quale probabilmente si potrebbero celare una o più sostanze da me non tollerate, ma vai a sapere quali.

 

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