Carissime/i sappiamo che un fattore di presunta certezza in merito alla genuinità dei cosmetici, ci viene data dalle certificazioni che vengono stampate sulle confezioni dei prodotti. Queste certificazioni, con il loro logo, rappresentano uno o più valori, regole e dettàmi, che vengono imposte dall’Ente Certificatore indipendente all’azienda richiedente oppure che vengono seguite attraverso un’autodisciplina che si dà l’azienda stessa. Ad oggi, sia a livello nazionale sia a livello internazione, esiste un variegato elenco di certificazioni più o meno severe con i più svariati significati. Su un prodotto cosmetico è possibile trovare stampata tutta una serie di bollini diversi tra di loro, usati dall’azienda produttrice con il fine di avvalorare la qualità del proprio cosmetico, adempiendo anche ad un obbligo informativo verso il consumatore.

Non tutti questi bollini però hanno ragione di essere stampati perchè, seguendo le aggiornate o nuove regole normative europee dei cosmetici, il loro significato è già un fattore intrinseco alla produzione quindi ovvio e per questo omissibile oppure non fanno riferimento ad alcuna legge specifica in vigore o, ancora, sono del tutto fuorvianti ed allarmastici usati solo a scopo di marketing. Certamente, sono ben pochi quei consumatori sempre aggiornati circa le leggi sui cosmetici, per questo continuare a riportare un bollino che non occorre riportare, può essere preso come un atto informativo a scopo di rassicurazione per coloro che, essendo all’oscuro delle novità normative, potrebbero erroneamente supporre che quel valore rappresentato dal bollino non appartenga al prodotto esaminato perchè non stampato sulla sua confezione, a differenza dei prodotti di altri brand sui quali è invece presente. Quasi sempre però, tanta premura culturale viene spodestata dal più comune senso del marketing nel voler dimostrare di possedere dei valori aggiunti, quando questi fanno riferimento a delle norme imprenscindibili oppure in verità non servono proprio. Questo labile confine tra obbligo e opzione potrebbe facilmente essere evitato con una buona e periodica informazione pubblica attuata attraverso i media oppure attraverso la propria curiosità nel campo d’interesse, nonché (più difficile) con una buona dose di onestà ed etica professionale.

Vi lascio un elenco dei principali bollini ad oggi omissibili sui prodotti commercializzati, essendo il loro significato un atto obbligatorio secondo il Regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, sui prodotti cosmetici (Testo rilevante ai fini del SEE) oppure non obbligatorio per mancanza legislativa o scientifica. Di ciascuno esitono diverse varianti, ma di uguale significato.

In ordine: cosmetico non testato sugli animali, cosmetico dermatologicamente testato, cosmetico testato al nickel, cosmetico testato ai metalli pesanti, cosmetico senza glutine, cosmetico da gettare nell’apposito contenitore.

ICEA-LAV-Stop-ai-test-su-animaliCOSMETICO NON TESTATO SUGLI ANIMALI
Dal 11 marzo 2013 è entrato in vigore il divieto totale in tutto il territorio della comunità europea di testare su cavie animali gli ingredienti con finalità cosmetica e i prodotti cosmetici finiti. In tutti i Paesi dell’Unione Europea è vietato vendere anche quei prodotti i cui ingredienti sono stati testati sugli animali in qualunque parte del mondo. I test a cui si fa riferimento sono: tossicità ripetuta (basse dosi di sostanza da testare per periodi di tempo lunghi, compresi anche i test di “tossicità cronica” che vengono svolti per tutta la durata della vita dell’animale); tossicità riproduttiva o teratogenicità (la capacità della sostanza di creare difetti nella prole, quando somministrata a un animale in gravidanza); tossicocinetica (modo in cui la sostanza raggiunge le cellule e gli organi e come causa eventuali danni biologici). Pertanto, dato che tutti i Paesi UE possono produrre e vendere solo cosmetici “cruelty-free” riportare il simbolo con il coniglietto o altra dicitura di riferimento è inutile.

dt DERMATOLOGICAMENTE TESTATO
La dicitura “Dermatologicamente Testato” che spesso e volentieri troviamo sui cosmetici anche naturali ed eco-biologici, non ha alcun valore ufficiale non essendoci una legge in vigore a riguardo. La dicitura sta a significare che un cosmetico finito è stato sottoposto a dei test sulla pelle umana di un determinato numero di volontari, per verificare i suoi effetti in termini di tollerabilità cutanea e per valutare nello specifico l’eventuale insorgenza di intolleranze o allergie. Definire un cosmetico come dermatologicamente testato è perciò fuorviante per i consumatori perchè fa intendere che esso è più sicuro degli altri, quando in realtà se un cosmetico è in commercio significa che è di per sé sicuro per il consumatore anche se non riporta tale dicitura. Infatti, l’intero iter produttivo è disciplinato dalla legge 713/86, secondo cui ogni prodotto cosmetico immesso sul mercato deve essere sostenuto da un dossier di informazioni tossicologiche e di sicurezza sugli ingredienti della formulazione, tale da garantire da parte della ditta produttrice sin dalla sua immissione in commercio, la sicurezza dei consumatori. Certamente testare un prodotto sulle pelli più sensibili ed allergiche di volontari rappresenta una verifica ulteriore della sua dermocompatibilità su tali tipologie di pelle, ma ciò non significa che il prodotto dermatologicamente testato sia più sicuro e migliore degli altri o davvero adatto alle pelli sensibili e allergiche così come universalmente per tutte le altre. È un’accortezza in più che può risultare rassicurante nel consumatore con maggiori esigenze di tollerabilità cutanea, ma non ha alcun valore leglislativo né di garanzia di una reale e totale tollerabilità uguale per tutti.

nickel-testedNICKEL TESTED
Nei dermocosmetici il Nickel è vietato per legge come ingrediente, tuttavia, tracce di Nickel possono essere presenti in qualsiasi prodotto a seguito dei processi di fabbricazione. Poiché non è possibile eliminare al 100% il Nickel, secondo la legge è vietato dichiarare un cosmetico come “Senza Nickel” o “Nickel Free”, ma è possibile soltanto usare la dicitura “Nickel Tested” quando i prodotti sono stati testati su soggetti allergici al Nickel senza provocare reazioni allergiche. Di per sé questo test non rappresenta la garanzia che il prodotto contenga meno tracce di Nichel rispetto ad un altro che non riporta l’indicazione, così come non è corretto pensare che se un’azienda non riporta tale indicazione sulla confezione, non abbia eseguito una verifica della presenza di Nichel nel prodotto, anche in virtù del fatto che per la legge ogni prodotto cosmetico sul mercato deve contenere un quantitativo di Nickel, se presente, al di sotto un livello minimo tale da risultare innocuo ad ogni soggetto, che secondo la letteratura scientifica è pari a 1 ppm (parte per milione, pari a 1 mg per kg di prodotto).

4_fisio1METAL TESTED
Per la dicitura “Metal Tested” valgono le stesse regole di quella “Nickel Tested”, in quanto la legge vieta l’uso di “Metal Free” o simili, poichè tracce di metalli pesanti come nichel, piombo, cromo, mercurio, cobalto e cadmio, possono essere riscontrabili in qualsiasi prodotto, non solo cosmetico. Tutti i metalli se presenti, devono avere concentrazioni inferiori ad un determinato limite minimo in modo da evitare rischi di sensibilizzazione o di altre manifestazioni di tossicità.

glutenfreeGLUTEN FREE
Sono molti i cosmetici per la cura personale ed il make up a riportare la dicitura “Gluten Free” o “Senza Glutine” o “Adatto ai Celiaci”. Tale dicitura è del tutto fuorviante e ingiustificata poichè la celiachia è un’intolleranza alimentare a carico dell’intestino tenue. La presenza di glutine nei cosmetici che entrano a contatto con la pelle o le mucose non causa alcun tipo di rischio alla persona affetta da celiachia. Ogni tipo di cosmetico contenente glutine può essere perciò utilizzato senza problemi e paure dal celiaco. Per maggiori informazioni leggere l’articolo sull’argomento rilasciato dall’AIC (Associazione Italiana Celiachia): “Cosmetici e detergenti”.

tidy-manGETTARE NELL’APPOSITO CONTENITORE
Sembrerà banale, ma è obbligatorio gettare i rifiuti nell’apposito contenitore. Qui, più che la legge, c’è di mezzo il buon senso civico di ogni consumatore che, tra l’altro, dovrebbe andare a braccetto con una spiccata sensibilità in chi utilizza prodotti eco-biologici. Tale bollino non dovrebbe essere riportato perchè è civilmente e legislativamente ovvio smaltire i rifiuti nel modo corretto e il prodotto che lo riporta non è più speciale, più complicato o più pericoloso di uno che non lo riporta.

In conclusione, un’azienda che produce un cosmetico etichettato come Cruelty Free, Dermatologicamente Testato, Nickel Tested…non è più attenta e seria rispetto ad un’azienda che non riporta tali etichette, ma solo comunicativamente e quindi commercialmente più furba nello sfruttare l’aspettativa di certezza ed affidabilità richiesta dal consumatore medio o, ancora peggio, i suoi timori.

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